Cari amici del Topic,
Cari amici di Don Vincenzo Florio.....
Due domeniche fa insieme a Salvo Manuli ho vissuto una indicibile emozione.
Causa il maltempo che ha imperversato creando non pochi problemi al regolare svolgimento della manifestazione "il Pilota il Poeta e la Targa Florio" , con l'instancabile e vulcanico Massimo Picciotto ho dovuto rivedere il programma nel quale ero impegnato con Targapedia .
Cancellato l'incontro di sabato in teatro con i partecipanti, abbiamo rinviato tutto al giorno successivo , ritagliandoci uno spazio durante le premiazioni.
Tutto all'interno delle Cantine Florio in quello che un tempo era stato uno dei "topos" della famiglia Florio .
Molto più semplice ed emozionante parlare del "Mito dei Florio" agli amici che "avevano sentito parlare di un impero economico e di una corsa leggendaria" all'interno di questo luogo magico che sul palco di un teatro (comunque storico come il Sollima dove era prevista la serata)
Tra le botti di Marsala ........
............e i busti bronzei dei Florio
............hanno trovato la giusta ambientazione i quadri del nostro Maestro Manuli............
Per raccontarvi questa domenica assolutamente straordinaria userò le foto scattate all'interno delle Cantine.
Stupisce non poco l'atmosfera amichevole , per nulla "ingessata" ma partecipe con cui tutti hanno ascoltato il mio racconto sulla Famiglia Florio e sul genio sportivo ed imprenditoriale del nostro Vincenzo Florio per chiudere con Floriopoli e le vergognose vicende che hanno portato allo stato in cui versa.
Mentre insieme a Salvo Manuli raccontavo agli amici dell'Historic Racing di Brescia l'incredibile lavoro di controinformazione e di divulgazione fatto attraverso Forum-auto dal nostro topic della Targa Florio , lavoro sfociato nell'acquisto da parte della Provincia di Palermo del sito storico , spiegavamo le motivazioni che hanno portato alla nascita di Targapedia , libera enciclopedia multimediale "onlus" della Targa Florio, ..........
..........concordando sul fine di tenere viva la memoria e raccontare ai più giovani che sono esistite automobili uniche come quelle portate dal club Bresciano a Marsala e una storia condivisa come quella scritta da Vincenzo Florio , fuori dalle Cantine , nel giardino esterno erano schierate le vetture per il 1° Concorso di Elegenza "Il Pilota, il Poeta e la Targa".....
.............Tra i premi offerti ai partecipanti dei piatti in ceramica........
..........ed un'opera del Mestro Salvo Manuli.........
Dopo le foto "amene" con le ragazze che hanno accompagnato gli ospiti della manifestazione nei quattro giorni , una foto che suggella la stima e l'amcizia nata con Massimo e Giuseppe Picciotto
Ai partecipanti della manifestazione Targapedia ha distribuito un DVD con il film Dossier Floriopoli e con un documentario per ricordare il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Vincenzo Florio e un DVD con il documentario "i Florio" realizzato per la Rai da Alessandro Varchetta .
Ritornando all'emozione vissuta a Marsala , a parlare di Vincenzo Florio proprio all'interno delle Cantine che furono costruite dalla sua famiglia ed in considerazione delle riflessione nate ieri sera dopo avere postato la foto della Ferrari di Bordeu scattata in via Mariano Stabile in una Palermo irriconoscibile, voglio completare questo post che chiude lo spazio dedicato alla prima edizione del Pilota, il Poeta e la Targa con l'introduzione del libro "Casa Florio" di Salvatore Requirez edito da Flaccovio.
Lo storico e scrittore palermitano , amico e collaboratore "silenzioso" del Forum e di Targapedia , stravolgendo anch'egli la scaletta preparata ha intrattenuto sabato , in un'orario a dir poco insolito , un pubblico comunque attento e preparatissimo su Nuvolari , Gabriele D'Annunzio e la Targa.
Sulla preparazione e conoscenza dell'argomento degli amici bresciani non c'erano dubbi : D'Annunzio come Nuvolari sono nel DNA di questo Club.
"Casa Florio" di Salvatore Requirez - Flaccovio Editore
Introduzione
Nel pomeriggio alle porte dell'estate il sole alle spalle della vecchia ronnara all'Arenella dipinge le montagne lontane di un'albicocca pastello che accende e smorza i suoi toni continuamente.
Fino al tramonto capace di sottrarre tutti i colori per conferirli a quella parte di cielo a loro più vicino. Sulla terrazza davanti ai Quattro Pizzi una donna guarda il mare lontano vicinissimo alla città poco oltre il potricciolo dell'Acquasanta.
Ha uno sguardo chiarissimo. Di un verde che più che il mare richiama i bagliori di certi mattini silvani.
Immobile sembra sfuggire i rumori che giungono dalla città oramai tracimata. E davanti ai suoi occhi Ie parole di Marinetti si mescolano ai ricordi raccontati di Palermo sovrana d'inizio secolo la cui immagine ancora pulita sembra sorgere d'improvviso tra un lampo e un riflesso, tra un'onda e l'altra...
"...canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali modernè;
il vibrante fervore notturno degli arsenali, dei cantieri incendiati da violente lune elettriche;
le stazioni ingorde divoratrici di serpi che fumano;
le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi;
i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti con un luccichio di coltelli,
i piroscafi vventurosi che fiutano l'orizzonte,
le locomotive dell'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli imbrigliati di tubi
e il volo scivolante degli aereoplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera
e sembra applaudire come una folla entusiastica...".
Palermo una volta era così...
E quegli applausi si mescolano ai suoi di bambina: sul ciglio assolato di una strada madonita dove la polvere solitaria, per tutto un anno regina sedimentata nel suo regno immobile e silenzioso, d'un tratto con ogni irriverenza veniva sollevata e dispersa da un fragore spettacolare che metteva i brividi e gelava il sangue in un tempo solo, un tempo segnato dagli eroi che rischiavano la vita per una targa di bronzo...
Palermo una volta era una capitale... Capitale europea di frontiera dove svernavano re, principi e imperatori.
Dove regnava una dinastia senza corona.
Un tempo distante, raccolto e custodito dentro di lei anche per conto di chi non c'è... Un tempo che ritorna forte, da lontano, forse da quel mare che ci unisce all'Africa dalla quale non ci siamo mai forse staccati, che ci manda messaggi d'amore che si infrangono piano, dolcemente sotto i suoi piedi rubando scintille alle prime luci che si accendono.
E le portano ancora il sapore di una città lontana, lontana dalle odierne sconfitte che raccoglie senza più catalogarle, il sapore di un alcova dove zagara e gelsomino ogni sera si incontravano per dirsi addio, in un abbraccio sensuale ed esaustivo.
Un abbraccio essenziale che sapeva ancora della fatica del lavoro ma che avrebbe lasciato, finalmente per qualche ora, il profumo rigenerante del sentirsi onestamente soddisfatti. E per questo importanti.
Quello era il sapore della Palermo dei Florio. Di quel magico nome che basta evocare per assegnarle un patina d'oro sfavillante di glorie irraggiungibili.
Irraggiungibili... Come quei colori d'albicocca che si stagliano fino a Capo Zafferano, che parlano senza fermarsi un attimo della caducità delle cose grandi e, insieme, dello smisurato stupore che destano in chi sa apprezzarle.
In chi sa viverle e, soprattutto, farle rivivere dentro di sé quando sono lontane. E irraggiungibili.
E come è lontana la Palermo operosa del secolo scorso, la Palermo felice le cui navi solcavano i mari del mondo, dove gli operai dell'Oretea, dei Cantieri, o di qualsiasi altra moderna impresa dei Florio si sentivano orgogliosi pezzi dello stesso congegno che un meccanismo sconosciuto metteva in moto per produrre successi di cui parlavano i giornali di ogni paese.
Com'è lontana Casa Florio, la Casa di Commercio che da semplice drogheria arrivò ad accogliere sotto il suo nome uno sterminato impero economico.
Com'è lontana quella città teatro del mondo, segnata da una crescita culturale mai più ripetuta, passerella ambita di sovrani attîatti dal suo clima unico, dai suoi giardini inimitabili, dalle sontuose ospitalità. Attratti dalle radici di un mito, quello dei Florio, le cui note animavano i salotti europei, incuriosendo i saccenti conoscitori del mondo che sapevano solo di una Sicilia fatta di sassi e fichidindia.........
E quel mito, tanto più lontano dal suo sfiorire quanto più difficile è la sua esatta determinazione storica, passa ancora davanti a quegli occhi chiari...
Tutto: imprese, uomini e luoghi che lo hanno costruito e consacrato.
E un giallo batiscafo in disarmo le richiama un Vincenzo lontano, più lontano del Vincenzo fondatore dei Quattro Pizzi della tonnara, più lontano del Vincenzo che gli ha dato il nome, le cui immagini e le cui gesta riempiono ancora la sua casa ii riva al mare.
E il mito si mescola, confonde date, vittorie, sconfitte, figli, amori, tradimenti, lussi, viaggi, gioielli, debiti e affari.
E per questo affascina chi si addentri nella sua voluttuosa complessità...
Che stordisce chi, sentendosi parte di quel mito e appartenente ad un'altra epoca, è sfinito nella impossibile sfida contro I'inesorabile scorrere inverso del tempo che l'allontana...
La donna dagli occhi chiari ha voltato le spalle a quel mare reso sempre più blu dal sole che scompare...
Adesso si sente chiamare da quelle mura dove ancora, giorno dopo giorno, sente parlare la storia della Palermo più bella; dove imprese, uomini e luoghi di una battaglia commerciale lunga un secolo hanno avuto per anni il loro quartiere generale; dove lei respira ancora la stessa atmosfera di chi ha peso tuttò per un'idea che solo il tempo ha potuto tradire.
E che ha tradito le imprese, gli uomini, i luoghi della più fulgida famiglia siciliana.
E muove verso quelle mura spesse e calde di tonnara che segneranno quello scorcio di giorno nella non esaurita nostalgia di quel che resta di Casa Florio.
Vincenzo Florio
Fu il fondatore della Casa e il principale artefice del gioiello economico che brillò per tutto I'Ottocento
FIERI ED ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PASSATO ANCORA DA RITROVARE!
2009 ANNO DI VINCENZO FLORIO
su www.targapedia.com la Phgotogallery della manifestazione "Il Pilota, il Poeta e la Targa"
http://www.flickr.com/photos/38870 [...] 4872/show/
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Enzo "figlio della Targa Florio" WWW.TARGAPEDIA.COM