Sempre nel 1902 dopo tante sofferenze muore la piccola Giovannuzza di tisi o meningite i medici c’è chi diceva una cosa c’è chi ne diceva un’altra, ma a soli nove anni la piccola moriva, la madre è distrutta e si chiude in una tristezza e si isola dal mondo.
Sempre in questo anno si inaugura a Palermo lo stabilimento Oliveti ( fabbrica di Auto) e a settembre viene prodotta la prima vettura Siciliana si chiamerà Agis è la prima macchina, questo stabilimento avrà poca durata.
Nel 1903 Donna Franca mentre era in casa della cognata Giulia intenta a giocare a carte come era solito fare, riceve una chiamata da casa, è successo qualcosa al piccolo Body Boy va di corsa a casa e trova un gran numero di persone davanti la porta, intuisce che è accaduto qualcosa di grave e sviene, Ignazio al ritorno del teatro ignaro trova il figlio morto, non si sa se per un rigurgito di latte o per aver ingerito un tranquillante
(dato dalla cameriera, pare avesse un appuntamento col proprio amoroso davanti casa Florio) la verità non si saprà poiché Ignazio Florio non ha permesso l’autopsia del piccolo.
A seguito di questo ulteriore lutto donna Franca si abbatte in un isolamento e tristezza ancora maggiore della prima volta, il marito la porta a Favignana ma senza risultato, non si da pace per aver perso due figli in tenera età. Donna Franca in quel periodo era in attesa del quarto figlio, tutto questo travaglio la porterà a un parto prematuro e mentre si trova a Venezia nasce Giacobina, vivrà poche ore, la piccola pesava poco e manifestava già molte debolezze, malgrado le cure dei medici spirerà subito.
Donna Franca è sempre triste e passerà molto tempo per tornare la donna di sempre allegra e soave, questi dolori avuti li porterà sempre dentro di se, anche se in pubblico saprà nascondere la sua tristezza e rassegnazione.
Il 20/03/1904 all’Olivuzza si scopre una statua a Ignazio Florio l’autore è Benedetto Civiletto alla manifestazione partecipano tutti i dipendenti dei Florio. Il giorno dopo al cantiere navale viene varato un Piroscafo interamente costruito a Palermo, gli operai ne sono fieri anche Ignazio lo è, sarà il suo fiore all’occhiello.
Nel 1904 nasce Umberto II il principe ereditario figlio di Vittorio Emanuele III, donna Franca è invitata ufficialmente al battesimo come dama di corte. Fatto strano e curioso durante la cerimonia donna Franca che aveva con se la figlia Giovanna arrivata alla scalinata che portava al Quirinale la piccola incominciava a piangere e a gridare, si rifiutava di salire le scale donna Franca che indossava un vestito elegante e aderente un grande cappello era un po’ impacciata nei movimenti tanto da prendere in braccio la piccola e passarla ad un corazziere che era li sulla scala a fare servizio, questo passo la piccola al collega che era poco sopra e così via fino a che la piccola arrivò a furia di passamano in cima alle scale, donna Franca si sentì a disaggio e pensava chissà cosa dirà il Re, ma il fatto non ebbe un continuo tutto passò come se nulla fosse accaduto.
Nel 1904 lo scultore Canova fa un busto a donna Franca, oggi si trova nel Museo di Villa Borghese a Roma.
Ignazio e Franca fanno viaggi girano l’Europa portando sempre con se amici e servitù, Ignazio fa sempre regali alla moglie, di solito gioielli e collane, nel 1905 gli regala un battipetto stile ghirlanda di platino e diamanti comprato dall’orafo Cartier.
Nel 1905 la Rivista Regina include donna Franca nell’elenco delle donne che anno i più bei gioielli del mondo.
Ignazio si invaghisce di Bice Lampedusa (madre dell’autore del Gattopardo) questa storia durerà poco tempo e per farsi perdonare regala a Franca un girocollo con 365 perle.
A Venezia conosce la Contessa Morosini e anche qui breve infatuazione e altro regalo.
Nel 1906 nasce a Palermo la “Primavera Siciliana” organizzata da Donna Franca e da Vincenzo Florio saranno una serie di manifestazioni mondane, culturali, sportive che si ripeteranno negli anni successivi creando degli appuntamenti tradizioni in cui anche la popolazione interveniva in massa partecipando attivamente, manifestazioni che muteranno anche usi e costumi dei palermitani, si organizzeranno nella bella via Libertà sfilate di carri in fiore, sfilate di carri allegorici, dove le maestranze preparavano carri, carrozze e macchine con intelaiature che poi venivano rivestite coi fiori, rappresentavano ville, castelli e altro, il tutto veniva accompagnato dal suono di bande musicali, da gruppi di ballerini e maggiorette con vestiti che si intonavano col carro, chi vi partecipava lo faceva con vera passione e tanto agonismo era una vera e propria gara popolare una sfida a cui partecipavano i vari quartieri di Palermo, per la preparazione dei costumi e molto tempo occorreva per studiare come eseguire il balletto.
Poi per concludere queste manifestazioni si organizzarono dei veglioni, balli in maschera, nei salotti dei nobili ma anche nelle abitazioni della popolazione, tutto ciò si ripete fino gli anni 50/60 dopo questa usanza non si è ripetuta perché non si è trovato chi sostenesse le spese per questa manifestazione, questa usanza è stata in parte sostituita dall’apertura delle discoteche e sale da ballo.
Le gare automobilistiche, dal 1906 si svolse la Targa Florio, ( di questa Gara ne parleremo più avanti), e altre gare automobilistiche tipo la Palermo Scillato, o la Palermo Alcamo, che durarono alcuni anni, La Monte Pellegrino che si svolse fino gli anni 70
Le Gare nautiche, che si svolgevano davanti il litorale che andava dalla Cala al Foro Italico e passava davanti al Porto, anche queste manifestazioni vedevano la gente accalcata sul lungo molo ad assistervi.
Le gare Aviatorie, Giro di Sicilia Aereo, queste manifestazioni si svolgevano nei primi di giugno anche qui grande partecipazione di gente che accorreva per vedere il passaggio degli aerei nelle città marinare che circondano la Sicilia.
Le Gare motociclistiche e ciclistiche, che si facevano partendo dal Foro Italico e arrivavano fino a Monreale il tutto in maniera sfarzosa e con molta eco fra la gente.
Gare podistiche di solito effettuate al Foro Italico o alla favorita con partecipanti che giungevano da tutta l’Italia e sempre bagno di folla.
Nel 1908 si spera in un figlio maschio, questo la riempie di gioia e la spinge ad andare avanti.
Nello stesso anno il 28 dicembre giunge la notizia che Messina è stata distrutta dal terremoto e che almeno centomila sono le vittime, i Florio corrono col loro yott per dare aiuto e soccorso, i feriti e i superstiti vengono posti in salvo dalla Marina Italiana che giunta sul posto è stata la prima ad intervenire e trasportato i Messinesi a Milazzo, I Florio partecipano portando medicinali, viveri e vestiti, Ignazio scende a terra e scava fra le macerie aiutando i volontari, franca a bordo li medica e li conforta viene trovato un bambino portato a Palermo dove i Florio lo cureranno e lo assisteranno sempre come se fosse un figlio loro, da grande sarà un ottimo meccanico.
Vincenzo si sposa con la bella e giovane Annina Alliata di Montereale figlia del Principe di Alliata, ragazza simpatica e carina vanno ad abitare all’Olivuzza, questo matrimonio è destinato a durare poco, Annina morirà nel 1911 di colera, a soli 20 anni, Vincenzo disperato non se la sente di rimanere all’Olivuzza e torna a vivere in Via Catania dove a una sua casa.
Nel frattempo nasce la quinta figlia di Casa Florio, Ignazio è deluso si rassegna a non avere un figlio maschio, un discendente che possa continuare il suo lavoro, si sente demotivato e questo lo porterà a trascurare il lavoro e le attività, cosa che lo porterà a perdere tutto il suo patrimonio.
Nel 1909 i Florio sono nuovamente impegnati a lottare perché il Governo vuole assegnare ad altri loro concorrenti i contributi e le linee marittime, in Parlamento c’è un acceso dibattito e a Palermo cera malumore gli operai scioperavano e in una manifestazione a sostegno dei Florio al porto si radunarono più di centomila persone, a stento Florio si aggiudica momentaneamente il contributo, ai tempi avevano 104 navi da trasporto e avevano le linee Palermo Napoli e Palermo Genova oltre le rotte internazionali. Questa battaglia durerà anni alla fine la vinceranno i Genovesi che otterranno le sovvenzioni e le linee, dando un duro colpo all’economia dei Florio e di tutta Palermo.
Nel 1912 Piaggio amministratore delegato della Compagnia di Navigazione con una mossa a sorpresa riesce ad ottenere il pacchetto di maggioranza della compagnia, e si ritrova da impiegato a padrone d’un sol colpo, i Florio estromessi accusano il colpo e inizia la loro crisi sciolgono la società dello Zolfo, le Banche faranno il resto, Costretti vendono la casa dell’Olivuzza e si trasferiscono a Villa Igea, vendono anche il Giornale L’Ora Ignazio lascia ad amministratori il compito di tutelare gli interessi di famiglia, nel frattempo conosce e frequenta la contessa Vera Arrivabene la nobildonna Veneziana coniugata diventerà la sua amante fissa.
Durante la prima guerra mondiale i Florio vi partecipano Ignazio è al fronte contro l’Austria e Vincenzo fa l’autista nella stessa zona. Al termine della guerra Ignazio rimette su la Nuova Compagnia di Navigazione, gli affari sembra vadano meglio.
Nel 1920 Igea si sposa con Averardo Salviati è una cerimonia sfarzosa molti sono gli invitati e i nobili presenti. Questo è il primo matrimonio in pompa magna, va ricordato che ai tempi del matrimonio di Ignazio e franca e quello di Vincenzo e Annina furono fatti in periodi di crisi quindi i matrimoni furono fatti in modo privato.
Nel 1922 ignoti rubano i gioielli di donna Franca che erano custoditi in una valigetta presso un albergo di Viareggio mentre lei stava a giocare a carte presso amici, la polizia dopo accurate indagini fermerà i ladri e recupererà la refurtiva, rendendo felice donna Franca.
Nel 1924 Ignazio cede le cantine di Marsala alla Cinzano, perché la gestione è troppo onerosa viste le sue finanze dissestate
Nel 1924 Mussolini visita Palermo viene ricevuto dal Sindaco Lanza di Scalea, visita il cantiere navale, sarà ospite a palazzo bufera e visiterà anche la “Bella Palermo”, gli industriali non sono tanto entusiasti del suo arrivo, ma vista la politica deflazionistica Mussoliniana e temendo un calo nelle vendite e nelle esportazioni esprimono un timido consenso.
Nel 1925 a Villa Igea i Florio ricevono Re Giorgio V d’Inghilterra,
dopo questa visita i Florio si trasferiscono a Roma abiteranno in via Sicilia, da Palermo arrivano i mobili che erano stati conservati in magazzino dopo la vendita dell’Olivuzza, Ignazio nel frattempo si reca a Tenerife dove tenta di allestire una nuova tonnara dirà alla moglie ma in realtà a Tenerife si trova in compagnia di Vera Arrivabene, ci resterà un paio d’anni.
Franca ormai rassegnata, non ha alcuna presa sul marito, si sfoga giocando al tavolo verde, gira i casinò di tutta europa, perdendo anche grosse cifre. In Sicilia tornerà occasionalmente per la morte della madre e del cognato Giuseppe Lanza di Travia, nel 1928 anno in cui riceve a villa Igea Guglielmo Marconi, offrendo un pranzo alla presenza della nobiltà palermitana.
Nel 1928 viene fondata la Società Anonima Tonnare Florio, ma dopo solo 10 anni deve intervenire l’IRI per salvarla. Si trattava del canto del cigno delle attività imprenditoriali della famiglia, da allora in poi infatti non c’è ne furono più di rilevanti.
Nel 1929 scade la convenzione della linea marittima Palermo Napoli, gli affari cominciano a vacillare tanto che nel 1931 la compagnia viene sciolta, viene venduta Villa Igea e incominciano i problemi con la Banca Commerciale Italiana, che pignora i gioielli di donna Franca, per pagare i debiti contratti quando era a Tenrife, vende anche i suoi tre yott, nel frattempo l’Arrivabene è a Roma per un intervento chirurgico, Ignazio è sempre a suo fianco, la figlia Giulia di tutta questa situazione ne è dispiaciuta, tanto che ne avrà una crisi depressiva. Donna Franca che si trova in solitudine vede ingigantire i suoi problemi, non trova più l’equilibrio per dominare gli eventi, Mortificazioni e delusioni
Franca non rinfaccerà mai a Ignazio errori speculazioni sbagliate ma lo sosterrà sempre con serenità e fermezza, e si adattò a questa situazione che la vedeva sola e in piena crisi economica.
Nel 1932 Vincenzo si sposa con Lucie Henry giovane attrice francese molto intelligente, riservata, Lucie aveva una figlia si chiamava Renè, Lucie si prodigherà di salvare il possibile, mise da parte gioielli di Vincenzo e in seguito parte di questi li vendette per comprare a nome della figlia la casa dell’arenella, questa casa ora rimane al Signor Paladino Vincenzo figlio di Renè.
Gli anni del Crac dei Florio che dal 1922 al 1935 sono inspiegabili non si sa ha certezza di chi ha voluto o influito sulla loro crisi, forse il governo di Giolitti, l’avvento del Fascismo, gli imprenditori del settentrione o la Banca Commerciale.
Nella primavera del 1935 vengono venduti all’asta i gioielli di donna Franca e a Palermo vengono messi all’incanto i loro mobili e immobili.
Franca intanto vive a Roma all’Hotel Savoia in maniera riservata a perso la vivacità e l’allegria, non sorride più come una volta dolori e delusioni si vedono chiaramente sul suo volto, le sue giornate si svolgono nella lettura di libri o al lavoro dell’uncinetto, qualche pokerino con amici.
Nel 1942 Ignazio si ammala a la bronchite, sarà operato e in seguito avrà un’infezione, Franca non si stacca dal letto di suo marito.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943 Vincenzo Florio rischia di essere fucilato dalle SS, Vincenzo voleva vendere i gioielli di famiglia che gli erano rimasti, essendo a corto di soldi, si recò da un gioielliere trattò ma non si misero d’accordo, il gioielliere forse per stizza lo segnalo al comando Tedesco dicendo che si voleva vendere l’oro della Regina Elena, le SS lo fermarono e lo portarono in via Tasso dove lo interrogarono, passarono tre giorni prima che il Principe Lanza di Trabia riuscisse a farlo liberare liberare, tre ore dopo ci fu l’attentato in Via Rasella, quindi la rappresaglia Tedesca che portò alla fucilazione tutti i detenuti presenti in via Tasso.
Passata la guerra la famiglia visse gli ultimi suoi tristi giorni nei ricordi dei fasti di un tempo. Ignazio passava il tempo a scrutare il mare dalla sua casa all’Arenella, mentre il fratello Vincenzo continuò a vivere la sua creatura La Targa fino all’ultimo dei suoi giorni.
I Florio non lasciarono eredi maschi e cosi si perse la discendenza della famiglia.
I Florio nelle loro molteplici attività si occuparono di: armamento, industria navale, industria enologica, zolfi, ceramica, metallurgica, conserviera, editoria, chimica, filande, sommacchi, alberghiera, banca,agricoltura, commercio, pesca, sport, e turismo. Più tutta una serie di cariche pubbliche da loro rivestite soprattutto nell’ambito della camera di Commercio.
I Florio nell’ultimo loro periodo vissero col sostegno economico delle figlie, nessuno degli amici e nobili che per tanto tempo furono ospitati dai Florio in casa loro o ospiti nei lunghi viaggi, li aiuta, eppure l’oro di beneficenza ne hanno fatta tanta e come, ora che loro hanno bisogno nessuno li aiuta , nel 1950 Franca si ammala e dopo tante sofferenze assistita dalle figlie e dai nipoti la Regina di Palermo muore a Migliarino (PI). Ignazio la seguirà nel 1957. Vincenzo continuerà la sua attività sportiva fino al 1959 quando morirà a Epany in Francia, dopo aver portato la Targa Florio fino al Campionato Mondiale Marche ad una notorietà unica nel suo genere, con un pubblico che ammonta a circa 800.000 appassionati, numero di spettatori che tutti gli altri circuiti e sport anno sempre invidiato.