otrebor  Profil : Membre confirmé | Le 11-11-2009 à 23:09:47, shortleg a écrit :
No caro Roberto, è finito proprio nel '57 come corsa su strada; nel '58 così come per la MM venne disputata una edizione di regolarità (e così anche la Targa del '57)... tutta un'altra storia...!
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No caro Pino, permettimi di non condividere la tua affermazione. Il Giro di Sicilia è finito nel 1958.
E come disse qlc " No, Io Non Ci Stò ". La Targa Florio e il Giro di Sicilia vanno prese nel bene e nel male in tutta la loro completezza e validità dei tempi.
Non credo che, noi tutti, non ci si sia adeguati ai computer, anzi, .............se non ti barcameni sei fuori.
Così la Targa Florio e il Giro di Sicilia hanno dovuto fare i conti con i tempi, i regolamenti e gli incidenti che ne hanno tracciato indelebilmente un profondo solco nella storia, modificandone in alcune edizioni il loro svolgimento.
Tu mi rammenti che la Targa del 1957, la 41^, fu un'altra Targa. Bene, di Regolarità sì, è vero e allora? anche lì nomi sconosciuti, Villoresi, Taruffi, Magistri, ...... a parteciparvi, in regolarità.
Secondo il tuo pensiero a questo punto, dovremmo escludere anche la Targa Florio del 1936, anch'essa orgnizzata in estremis, in formato ridotto, con un regolamento che ammetteva soltanto vetture da turismo normali fuori dalle logiche della Targa Florio.
E meno male che si è svolta, in quella fredda giornata di Dicembre, grazie alla volontà e caparbietà di Don Vincenzino e altri amici che vollero fortemente il suo svolgimento trovando così l'escamotage per salvaguardare la continuità della manifestazione.
Secondo il tuo pensiero, sono da aborrire le edizioni della Targa Florio che vanno dal 1937 al 1940, corse in maniera anomala all'interno del Parco della Favorita e con vetture particolari.
Tutte manifestazioni spurie,......... mi sembra di capire.
Fortuna che ci sono state queste edizioni, grazie anche a Don Vincenzino. Perchè, se così non fosse stato, non saremmo qui a parlare della corsa più vecchia al mondo e che molti ci invidiano ( forse?).
Perchè, se così non fosse, non saremmo a parlare di Targa Florio, di Giro di Sicilia che diede spunto ai " Quattro Moschettieri - Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Giovanni Canestrini e Renzo Castagneto", di dare vita in casa Canestrini alla 1000 Miglia", questa è un'altra storia..
Mi dispiace, " No. Io Non Ci Stò ". Così come " Non Ci Stò ", a continuare a leggere e sentire che la Targa Florio si è corsa nel Grande, nel Piccolo, nel più Piccolo, nel Medio, nell’Intermedio e nel GranMedio e chissà in quant'altri percorsi che sconosco. La storia è chiara!
La storia di questo Circuito, è molto chiara! Forse ci sfugge!? Ritornando all'argomento principe del nostro dibattere, Caro Pino, dobbiamo rammentare che nel 1958 il Giro di Sicilia, la più antica e tradizionale corsa su strade aperta, così come era stata concepita da Florio, Lanza e La Motta, si corse al " rallentatore " emarginandolo a Gara di Regolarità per un totale di 1060,00 Km. nella quale si sarebbero svolte quattro cronoscalate in salita per un totale di Km. 21,700, nelle quali era d'obbligo per i conducenti, indossare il casco. Diverse furono le scuderie che vi parteciparono, Campidoglio, Madunina, Salento, Racing, Clessidra, Sant'Ambroeus.
Tu, a seguito della tua esperienza sei maestro e mi insegni cosa sia la Regolarità.
Quindi, perchè emarginare e porla in secondo piano, così come le altre edizioni c.d. " sottotono"!
La Manifestazione del 1958 era valida quale prova del Campionato Italiano di Velocità per le categorie Turismo, Gran Turismo e relativi sottogruppi Preparati.
Certo vedere emarginati un Villoresi, un Taruffi, un Fischer, un Vaccarella, un Todaro e, tanti altri, non me ne vogliano se non li cito tutti, che parteciparono a quella edizione viene quasi da ridere, conoscendo oggi, la loro storia corsaiola passata e futura, estensori delle più belle imprese sulle piste e sulle strade del mondo, paghi di arrivare alla fine e di poter iscrivere il loro nome tra quelli di coloro che avevano partecipato ad un Giro di Sicilia.
Loro, inchiodati a 50 Km/h. perchè, la scure del Regolamento ciò aveva sancito, a causa del grave ed ennesimo incidente verificatosi in quegli ultimi anni in cui vennero coinvolti piloti e spettatori. Certamente, quello di A. De Portago alla 1000 Miglia del 1957 fu la goccia che fece traboccare il vaso.
(Alfonso De Portago, eclettico giovane della nobiltà Spagnola, sportivo e nuotatore di classe internazionale, giocatore di polo, olimpionico di bob a Cortina nel 1956, dove tra l’altro giunse quarto con tre suoi amici nella gara di bob a quattro, e vincitore assoluto del Tour Auto nel 1956 in coppia con Edmund Nelson).
A seguito di tali eventi ( Le Mans, !000 Miglia, Ascari A, Castellotti), un forte sbandamento pervase i dirigenti dell’automobilismo sportivo e degli organi di Governo, anche se alcuni schieramenti Parlamentari cercarono una strenua difesa per la 1000 Miglia e le corse ad esse assimilabili invocando il loro svolgimento su circuiti chiusi, il verdetto fu decretato il 15 giugno del 1957, quando il Ministero dell’Interno, decise “ di vietare le gare motoristiche di velocità su strada, che rappresentavano un pericolo per la pubblica incolumità ed un grave intralcio all’uso libero e normale della rete stradale “.
E fù così, che ( fortunatamente ) il 24 novembre del 1957 V. Florio ebbe tempo di individuare l’alternativa trovandosi o a rinunciare o a trasformare la 49^ edizione in gara di regolarità, così come avvenne.
Pertanto Caro Pino, se togliamo l’edizione della Targa Florio del 1936, quelle dal 1937 al 1940, quella del 1957, e sino a qui la settanta appatta, sono 6 edizioni da cancellare dalla storia della Targa Florio ( non parliamo di Giro di Sicilia) perchè edizioni sottotono, allora, avremo modo di festeggiare nuovamente i 100 anni della Targa Florio, forse in maniera più decorosa, cui spetta di diritto un evento del genere, per cui teniamoci pronti per il 2012.
Ma secondo il calendario Maia forse è proprio questo che ci si aspetta nel 2012.
( Non oso pensare e immaginare cosa si farà per i 100 anni della 1000 Miglia!).
Cordialmente
Roberto Pirera
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Otrebor, figlio della Targa Florio e del Giro di Sicilia
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