Fuori diluvia da stamattina..., ci vogliono... proprio le barchette...
1956 CT-Etna (??) Giannini (Pandolfo)
1956 Giro di Sicilia Fiat Mucera (Mucera-Mucera)
1956 Giro di Sicilia Stanguellini 1100 (Apruzzi)
1956 Montepellegrino Stanguellini 1100 (Picciotto)
1956 Fiat Marsala-Lombardo 1100
di questa vettura se n'era già parlato, ma voglio riproporre il...servizio curato a suo tempo da Manulik
Nel secondo dopoguerra molti piccoli preparatori realizzarono modelli sportivi su meccaniche di grande serie, allo scopo di partecipare alle innumerevoli competizioni di velocità su circuiti stradali che si svolgevano in tutta Europa. Tra questi l'officina meccanica sicula "Sutera e Gelfo" che costruì una versione sport su meccanica Fiat 1100, poi schierata al Giro di Sicilia del 1948 e 1949 e in altre gare. Dopo un grave incidente, il relitto della vettura, spezzato in due parti, fu recuperato dall'officina "Lombardo e Marsala" di Palermo.
In un primo tempo la vettura venne riparata seguendo la precedente tipologia costruttiva, ma i modesti risultati dovuti alle ormai superate concezioni tecniche non soddisfarono Vito Lombardo. Dopo la conclusione di questa prima parte dell'intervento, nel 1953, Matteo Marsala cambiò attività, lasciando all'ex socio ogni potestà in merito al prototipo. Lombardo decise di costruire un nuovo telaio tubolare e di realizzare una carrozzeria del tipo barchetta, ispirata alla foggia della Maserati A6 GCS. Per il motore, sempre Fiat 1100, Lombardo ideò un nuovo sistema di alimentazione con tre carburatori monocorpo, invertendo la direzione dei fori di alimentazione e scarico. L'originale soluzione riscontrò l'interesse anche di Piero Taruffi che si recò nell'officina di Lombardo per prenderne diretta visione.
Nell’ anno, 1950, a Palermo, aprii una piccola officina di riparazioni automobilistiche. Io, Vito Lombardo vi lavoravo come meccanico; Matteo Marsala, il mio socio, come elettrauto.
Qualche anno dopo, nel 1953, ci segnalarono un’ auto da corsa, una Fiat 1100 a forma di sigaro, costruita artigianalmente nel 1947 da due piloti preparatori siciliani, Sutera e Gelfo. Questi avevano corso il Giro di Sicilia del 1948, poi venduta ad un certo Arrigo che, a sua volta, aveva partecipato al Giro del 49, rompendo però il motore.
Poi aveva fracassato definitivamente la vettura schiantandosi contro un paracarro. Spezzata in due. L’ auto fu in qualche modo rimessa insieme ”clonando” alla bell’ è meglio il telaio tubolare e la carrozzeria. Marsala e io decidemmo a questo punto di acquistarla con l’ idea di aggiustarla e di riportala in pista. Quando la vettura giunse in officina mi resi subito conto che la parte meccanica era stata sfruttata al massimo e che quanto ne restava si trovava in pessime condizioni.
Impossibile qualsiasi riparazione. Non potevo far altro che cambiarle il motore e le parti meccaniche, tenendo buoni il telaio e la carrozzeria. Elaborai perciò il nuovo propulsore ( anch’esso derivato dal 1100 S ) cambiando anche le sospensioni, la tiranteria dello sterzo a tre barre ed altri organi della meccanica. Ne uscì una auto che, provata da Matteo Marsala, si rilevò ottima sotto molti punti di vista. La tenuta del telaio però ci preoccupava e così la carrozzeria che non ci soddisfaceva abbastanza. Perciò intervenimmo anche su queste parti, rafforzando il primo e modificando leggermente la seconda; così definita la vettura prese parte ad alcune competizioni.
Nel frattempo, Matteo Marsala, oltre che a essere un elettrauto e un buon pilota era anche un appassionato di Cinematografia, era stato assunto alla RAI TV. Perduto il socio, decisi di continuare l’attività con mio fratello Elio e ci trasferimmo in una nuova autofficina, questa volta più attrezzata in Piazza Generale Cascino.
Insieme riprendemmo a lavorare sulla vettura. Non soddisfatti delle modifiche apportate precedentemente al telaio, ne realizzammo uno praticamente nuovo su cui facemmo costruire anche una nuova carrozzeria del tipo a “Barchetta”.
i fratelli Lombardo
Quanto restava del precedente “sigaro” fu demolito: Da quel momento la vettura assunse il nome Fiat Lombardo 1100 S e, reimmatricolata, partecipò ad alcune competizioni anche con me come pilota.
Quando il regolamento sportivo la qualificò tra i prototipi 2000cc non potemmo però far altro che posteggiarla nella nostra officina assieme ad una Cisitalia spider di Nuvolari, all’ Ermini ex Attilio Brandi e una Fiat Siata sport. In seguito, a queste vetture si aggiunsero la Cisitalia telaio Colombo, un’ altra Fiat 1100 S costruita a Palermo (poi demolita) e una Patriarca ( anch’ essa purtroppo demolita).
Vito Lombardo
…mentre io avido di informazioni sulla “Blatta”, sulla “Lo Monaco”, sulla RAOR, sulla “Varisco” e su tante altre vetture, a me all’ epoca sconosciute, che comparivano nelle classifiche delle corse siciliane.
Una particolare vettura, denominata Fiat-Marsala, risultava con una certa frequenza all’ arrivo della classe fino a 1100 della categoria Sport con alla guida un certo Matteo Marsala, che sembra fosse il costruttore o l’ ideatore:
Il Marsala, personaggio estroverso, aveva raggiunto una certa notorietà alla fine degli anni cinquanta come operatore televisivo, ma prima, appassionato di competizioni automobilistiche, aveva effettivamente corso con una Fiat 1100 S sport che aveva avuto più versioni.
ad una Montepellegrino
La prima (versione) manteneva la meccanica e il telaio d’ origine, seppur elaborati, con una essenziale carrozzeria, del tipo a siluro o sigaro, mentre la seconda presentava una più aggraziata carrozzeria a “Barchetta” e la curiosità di un sistema di alimentazione a tre carburatori monocordo verticali, ingegnoso sistema ottenuto alimentando il motore attraverso i condotti di scarico e usando quelli di aspirazione per la fuori uscita dei gas combusti.
Questa insolita soluzione incuriosì anche Piero Taruffi che, trovandosi a Palermo in occasione di un Giro di Sicilia, volle far visita, accompagnato da Matteo Marsala, all’ officina dei fratelli Lombardo, dove era stato realizzata la vettura.
La “Barchetta” che gli fu mostrata recava ancora i numeri gara della sua ultima corsa, la Monte Pellegrino del 56.
I risultati sportivi , non furono tuttavia particolarmente brillanti anche per la modesta potenza erogata dal motore aste bilancieri rispetto ai diffusi e costosi bialbero OSCA, Stanguellini ed Ermini.
Il miglior piazzamento del Marsala fu infatti un sesto di classe alla Palermo-Monte Pellegrino, a quasi un minuto dalla OSCA 1100 di Tagliavia. Andrea Curami
ad una rievocazione del Giro con Vito Lombardo alla guida
un'ultima apparizione al Giro rievocativo col nuovo proprietario giapponese...
CONTINUA

Message édité par shortleg le 10-11-2009 à 20:09:10